La solitudine del portiere è una condizione umana che ti avvicina al senso della vita. Per chi vuole difendere i pali di una porta questo è un concetto che deve entrare velocemente nella testa.
Il portiere deve avere la consapevolezza che la sua è una missione senza ricompensa e che l’unico premio che potrà mai avere consiste nell’entraci davvero dentro questo ruolo. Ecco che allora diventa importante sapere che prima ancora di conoscere le insidie di un rasoterra maligno o di un pallonetto beffardo, bisogna apprendere e imparare ad amare l’unica disciplina che svela i segreti della conoscenza: la filosofia.
Per riuscire a fermare o deviare un pallone diretto in goal, servono le stesse qualità che aiutano a superare gli ostacoli della vita di tutti i giorni: disciplina, coraggio e un po’ di follia.
Se vuoi fare il portiere quindi…..studia filosofia.
Finalmente, approfittando di un giorno di ferie, sono riuscito ad andare in produzione con i miei 23 litri birra bionda Lager. Prepare il tutto con il solito malto acquistato in internet è abbastanza semplice, ma il risultato è il più delle volte ottimo. Ora si attende il magico momento dell’imbottigliamento e l’apertura della prima bottiglia. Nel frattempo si studia l’etichetta per questa piccola produzione.
Ecco alcune foto di vari momenti della produzione: Leggi il resto di questo articolo »

Da sinistra a destra: Raffaele Pezzani, Davide Baio, Giuliano Berto, Amedeo Contenti, Andrea Pulze, Elena Parisi - Fotografo: Elisa Contiero - Capo Ultrà di Vanzo: Simone Gallo
Bilancio positivo al simpatico torneo di Ospedaletto Euganeo.
Una sconfitta, due vittorie e un pareggio hanno costruito il passaggio al turno sucessivo oltre che una bella esperienza che cercheremo di ripetere l’anno prossimo. Bisognava giocare con una ragazza sempre in campo e fortunatamente abbiamo trovato Elena che oltre ad aver giocato molto bene, ha anche segnato diversi goal importanti.
Diciamo che tuttto questo mi ha fatto tornare la voglia di riprendere a giocare a calcio a 5, visto che l’ultimo anno passato a difendere una porta di 7 metri non mi ha entusiasmato più di tanto: tra infortuni e lavoro ho giocato poche partite.
Per me quindi, oggi inizia la nuova stagione sportiva che mi porterà a breve a calcare nuovamente i parquet levigati delle palestre, sempre con il numero 22 sulle spalle. La nuova maglia ufficiale è già in preparazione.
Voglio una casa in montagna….quando mai!!
Voglio un’amante soddisfatta e una moglie felice….figurati!!
Voglio vincere al gratta e vinci e con i soldi aprire una gelateria…come no!!
Voglio avere esperienza….Certo!!
Voglio fare carriera….aspetta e spera!!
Voglio, voglio, voglio….voglio…
Ecco che rumore fanno tutti i nostri ” voglio”, il rumore metallico di una sbarra; il rumore della nostra gabbia.
Esatto, tutti noi viviamo in una piccola Rebibbia, ma è più grave del previsto perchè le sbarre ce le siamo costruite da soli.
Vuoi diventare ricco? una sbarra; vuoi un lavoro appagante e gratificante? una sbarra; vuoi che il tuo migliore amico ti sia sempre fedele? altra sbarra..e così via…
Io personalmente ho costruito un po’ della mia libertà su questo, una lima affilata per le sbarre mentali contro le quali troppo spesso sbattevo, anche se è difficile rimanere se stessi di fronte al continuo dilagare dei confini del peggio; vincere la paura da mutuo incombente, ingoiare a forza i rospi e i sofficini per non crepare, sopportare le Shirley Temple a colori e le Ambre giurassiche o credere ad occhi chiusi ad un piazzista nano che continua a promettere il miracolo della rucola e del prosecco. Insomma, essere liberi non è facile. Anni fa pensavo che fosse efficace circunnavigare il mio ombelico, spargendo lacrime qua e là per le inutili ostilità versate nel mondo, ma il mito del clown con la lacrima non mi è mai calzato; mi trasformai nel più cinico ed ostile ricercatore di pozzioni morali infallibili setacciando in lungo e il largo le strade alla ricerca di onuncoli ieratici pronti a farmi dono delle loro ampolle miracolose, ma niente di tutto ciò scalfì la mia personale gabbia.
Oggi guardo Alessandro e guardo una foto di un Giuliano ragazzino che gioca nel cortile della mia vicina Claudia e mi accorgo che il tempo non fa uomini saggi, fa dei carcerati.
Gli uomini liberi e i bambini fanno cose assurde!! Gli uomini liberi e i bambini hanno buoni occhi!! Gli uomini liberi e i bambini non costruiscono dei spessi muri fra se stessi e le cose, ma si lasciano trapassare.
Pensate ad una banca che ogni giorno vi accredita 86.400 euro, ma che alla mezzanotte di ogni giorno vi azzera il credito rimasto, portandovi via tutto quello che non avete speso o investito. Che fareste? Io un’idea ce l’avrei: cercherei ogni giorno di consumare tutto il credito, di investire il più possibile per non farmi azzerare il conto allo scattare della mezzanotte, semplice no?
Ma una banca del genere esiste?
Ecco la novità: esiste e ognuno di noi ha un conto in questa banca: si chiama ” Banca del Tempo”.
Ogni santo giorno la Banca del Tempo accredita 86.400 secondi sul nostro conto, ogni notte la Banca del Tempo azzera il credito e si riprende tutti i secondi non spesi o investiti. Non si possono fare trasferimenti, non si possono congelare i cediti, non si può fare marcia indietro e all’improvviso la banca potrebbe addirittura sospendere i finanziamenti.
Diventa allora importante il valore del tempo? Vuoi davvero conoscere il valore di un mese?..chiedilo ad una mamma che ha partorito prematuramente il suo bimbo; vuoi conoscere davvero il valore di un’ora?..chiedilo a quel papà che aspetta che il suo bimbo venga alla luce; vuoi davvero conoscere il valore di un secondo di vita?..chiedi al malato terminale che aspetta che la sua Banca del Tempo gli sospenda ogni credito.
Oremus……


